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In questa pagina troveranno spazio i testi del Gruppo II


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testi di AlessioEdit

Introduzione PersonaleEdit

Il tema che abbiamo scelto rispecchia molto bene i miei interessi in quanto lo studio e la ricerca riguardante un tema come quello del radon mi permette di ampliare le mie conoscenze riguardanti gli elementi radioattivi naturali che sono presenti sulla terra fin dalla sua origine. Questa questione è fondamentale, poiché lo studio degli elementi naturali ha permesso e potrà permettere di scoprire sempre più fonti di energia, in quanto il nostro globo è una fonte incredibile della stessa, e sta a noi decidere in che modo usarla. Il problema è che vi sono alcuni elementi come il radon che sono tutt’altro che benefici all’essere umano, alte concentrazioni di questo elemento possono creare un sacco di problemi alla salute dell’uomo. Questo tema dovrebbe essere maggiormente sensibilizzato, poiché il Ticino è un luogo dove la concentrazione di radon può raggiungere livelli molto alti e potrebbe portare a gravi patologie per gli individui. Il mio proponimento è quello di acquistare maggiori informazioni a riguardo di questo tema per potere sensibilizzare il maggior numero di persone che conosco.

Introduzione GeneraleEdit

Il radon è l'elemento chimico, avente numero atomico 86 e appartenente al diciottesimo gruppo (VIIIa) e al sesto periodo, che viene rappresentato col simbolo Rn.

Il radon appartiene al gruppo degli elementi detti “gas nobili” in quanto si presentano con atomi singoli. Questi elementi sono caratterizzati da una bassissima reattività, dovuta principalmente alla loro configurazione elettronica stabile. Come già ribadito il radon è un gas nobile, chimicamente inerte e radioattivo , che si forma dal decadimento del radio, generato a sua volta dal decadimento dell'uranio. In condizioni STP il radon è inodore e incolore. Come si vede dall'immagine, una serie di decadimenti alfa e beta portano dall'uranio-235, uranio-238 e Torio-232 (solidi) al radio [rispettivamente -223; -226; -224 (tutti solidi)] al radon. Come si vede nell'immagine, si formano tre tipi di isotopi del radon: il radon-219; -220 e -222. Quest'ultimo è il più diffuso, infatti, quando si parla di radon in generale di solito si intende l'isotopo Rn-222 (vita media 3 giorni). Da questi tre tipi di isotopi di Rn si formano altri prodotti di decadimento, detti “prodotti di filiazione”, anch'essi radioattivi. Tutti questi elementi sono presenti in tutta la crosta terrestre, in concentrazioni variabili, e di conseguenza anche nei materiali derivanti da rocce contenenti radio, come materiali di costruzione, sabbie eccetera. Il radon è quindi un gas molto diffuso, e viene considerato estremamente pericoloso per la salute umana se inalato. Questo perchè, infiltrandosi attraverso le fessure, anche microscopiche, nei pavimenti e filtrando attraverso i passaggi dei servizi (idraulici, elettrici, sanitari) si accumula negli ambienti abitativi dove i prodotti di filiazione si legano al pulviscolo presente nell'aria, accumulandosi in questo modo nelle vie respiratorie (soprattutto bronchi e bronchioli), da dove emettono radiazioni che possono danneggiare le cellule dell'apparato respiratorio dando origine ad un processo cancerogeno. A questo proposito, l'organizzazione mondiale della sanità (WHO) in collaborazione con l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il radon nel Gruppo1 nel quale sono elencati tutte quelle sostanze per cui c'è un'evidenza certa di cancerogenità sull'uomo .

testi di DadeEdit

Le misure architettoniche contro il radonEdit

Come il radon entra nelle caseEdit

Il radon può penetrare nelle abitazioni attraverso crepe nei pavimenti, direttamente dal terreno se si tratta di case con cantina priva di pavimento, attraverso le interconnessioni tra soletta (pavimento) e muro, dai tombini, dai pozzetti, attraverso i fori nelle pareti, attraverso i passaggi delle condutture dell'acqua, dei servizi o dell'elettricità, passando nelle condutture di sifoni, eccetera.

Le unità di misuraEdit

La concentrazione di Radon-222 viene espressa in Becquerel (Bq), cioè in quantità di radiazioni emanate da un elemento radioattivo ogni secondo. Per gli edifici l’attività radioattiva viene espressa in Becquerel su metro cubo (Bq/m³). In Svizzera i valori indicati come a basso rischio sono compresi tra 0 Bq/m³ e 400 Bq/m³ e ciò significa che al massimo 400 atomi di Radon presenti in un metro cubo di aria decadono irradiando la stessa con 400 particelle alfa (ovvero 400 atomi di Elio [He] stabili).

I dosimetriEdit

I dosimetri sono essenzialmente delle scatole che contengono un reagente alle radiazioni e che le conteggiano in determinate situazioni. Esse sono poste nei luoghi da analizzare, è preferibile posarli durante la stagione fredda poiché è accentuato “l’effetto camino” (la differenza di calore e di pressione favoriscono la penetrazione del gas all’interno della casa) e per la maggiore stanziabililtà del gas stesso, dovuto al minore arieggiamento dei locali. Inoltre è consigliabile posarli nei locali inferiori dell’abitazione o a contatto con il suolo, siccome qui la presenza del gas Radon è significativamente maggiore che ai piani superiori. Per una maggiore affidabilità dei dati è auspicabile l’utilizzo di più dosimetri contemporaneamente nello stesso stabile ed in differenti locali dello stesso. Un esempio pratico di sistema per dosimetri utilizzati anche per la raccolta dati in Ticino è l’E-Perm (Electret-Passive Enviromental Radon Monitor System). Il sistema si basa sull’uso di una camera di ionizzazione di volume determinato in cui un elettrente (un disco di Teflon caricato elettricamente) funge da sensore. Il Radon penetra nella camera di ionizzazione attraverso un filtro e gli elettroni generati nell’aria dalla sua presenza portano a una diminuzione della carica positiva dell’elettrente. Lo scaricamento dello stesso è direttamente proporzionale alla concentrazione del Radon, infatti, misurandone la carica prima e dopo l’esposizione, si può calcolare una concentrazione media annua di radiazioni emesse nel locale. Nelle foto sottostanti sono mostrate le varie componenti di questo dosimetro in particolare. Esistono comunque differenti tipi di dosimetri, ma la loro efficienza è equiparabile, ad esempio dosimetri di tipo “Rad-Track” usati, insieme agli E-Perm, durante le misurazioni che stanno avvenendo nel nostro Cantone.

Misure preventiveEdit

Ogni immobile presenta una situazione differente per cui si necessita un intervento mirato e di conseguenza non è possibile ideare un modello unico ed universale. Questo è dato dalle diversità architettoniche e relative ai differenti materiali utilizzati per la costruzione dell’edificio stesso, oltre che alla conformazione del territorio: si possono trovare terreni ad alto rischio di irradiamento da Radon a distanza di pochi metri da un terreno a basso rischio di irradiamento, questo è constatabile dalla conformazione geologica sottostante al terreno in questione che presenta vie di fuga differenti per il gas.

Infatti, precedentemente alla costruzione in territori con alte concentrazioni di Radon quale il Ticino bisogna tener conto di alcuni accorgimenti tecnici dati dal rischio relativo provocato dal Radon nella determinata zona; in caso di un rischio basso (inferiore ai 400 Bq/m³) o medio (tra i 400 Bq/m³ e i 1000 Bq/m³ per la Svizzera) non si necessita di interventi mirati in quanto sono sufficienti delle semplici e pratiche misure di prevenzione quali l’arieggiamento dei locali soggetti alla penetrazione del Radon o una schermatura dei locali inferiori dell’edificio.

Invece in caso di alti rischi dovuti alla presenza di Radon (cioè valori che superano il limite di 1000 Bq/m³) si applica soprattutto una soletta isolante, la quale impedisce la propagazione del Radon dal sottosuolo all’interno dello stabile abitato. Essa può essere impostata in due differenti modalità:


  • Applicando un isolamento interno all’edificio, ininterrotto lungo tutti i pavimenti e nelle pareti dei locali più basse o a contatto con il terreno (cantine, garage,..)
  • Applicando un isolamento esterno all’edificio, anch’esso ininterrotto attorno al perimetro delle pareti dei locali inferiori.

Così facendo, in entrambi i casi, il problema viene affrontato alla radice: le vie di comunicazione tra le fondamenta e l’aria negli ambienti abitativi vengono chiuse durevolmente e praticamente ermeticamente. In questo modo è dimostrata la possibilità di eliminare oltre il 95% dell’irradiazione di Radon

Un esempio pratico e facilmente reperibile di questi isolanti è il “Foamglas” della ditta Pittsburgh Corning Sa di Rotkreuz che utilizzando un isolante di sicurezza inorganico in vetro cellulare, che costituisce in isolamento termico perfetto, durevole, economico ed ecologico, permette una completa protezione dal gas Radon.

Misure di risanamentoEdit

Se la concentrazione di Radon nei locali di abitazione e soggiorno è maggiore al valore limite di 1000 Bq/m³ è necessario risanare l’edificio. Ad ogni modo la concentrazione del gas per norma dovrebbe risultare inferiore ai 400 Bq/m³. Per diminuire il tenore di gas presente nell’edificio vi sono principalmente quattro metodi efficaci a seconda delle esigenze del progetto.

  • Diminuire la depressione interna creatasi attraverso la differenza di calore tra l’esterno e l’interno dell’abitazione. Questo è possibile già solamente arieggiando l’abitazione soventemente. Essa è una forma di risanamento molto semplice da attuare ma che d'altronde non assicura dei risultati efficienti e concreti sulla concentrazione del gas Radon all’interno dello stabile.


  • Ostacolare l’entrata del gas dal sottosuolo all’edificio attraverso l’applicazione di solette (dette anche zoccoli) isolanti interni o esterni all’abitazione. Questa forma di risanamento a differenza delle ventilazioni non necessita di ulteriori manutenzioni e di energia per il funzionamento ed inoltre non vi è alcun pericolo di deterioramento meccanico. L’unica problematica è data dalla posa dello stesso manto di isolamento siccome spesso è impossibile il posizionamento esterno all’edificio e difficile quello all’interno (Vedi sistema di isolamento “FoamGlas”)
  • Eliminare la presenza del gas nei luoghi abitati attraverso una ventilazione continua. È un sistema molto adoperato grazie alla sua funzionalità e al suo relativo basso costo di installazione oltre alla sua facilità di posa e messa in funzione grazie all’adattabilità data da alcuni prodotti. La problematica maggiore è la non eliminazione definitiva della penetrazione del gas all’interno dei luoghi abitati così che, alla lunga, i costi d’installazione, di manutenzione e di mantenimento diventino esorbitanti anche se ammortizzati su lunga durata.
  • Impedire la propagazione del gas nei locali abitati isolando le mura interne all’abitazione, si tratta di una misura estrema in caso di impossibilità di attuare le altre ma spesso non è attendibile e non dà garanzie per edifici di vecchia costruzione quindi non è una soluzione per il problema.

Come già detto ogni edificio ha una situazione differente per cui tocca agli ingegneri specializzati consigliare il privato per ottenere il migliore risultato dall’operazione di bonifica dello stabile, spesso anche utilizzando non solo uno ma più di questi sistemi di bonifica contemporaneamente.

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