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Testi di PiaceEdit

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Introduzione PersonaleEdit

Ho scelto questo tema, poiché la questione relativa al radon mi era del tutto sconosciuta fino a adesso. Mi ha incuriosito il fatto che in Ticino siano state fatte delle campagne di misurazione e sensibilizzazione e questo mi ha spinto a cercare delle informazioni.

Aspetti di GeologiaEdit

Vari fattori geologici influiscono sulla quantità di radon presente nel sottosuolo, cosa che potrebbe portare a problemi di presenza del radon all'interno di edifici. Due punti sono fondamentali:

  • La concentrazione del radio nel sottosuolo (radio come nucleo-madre del radon).
  • La permeabilità del sottosuolo sotto gli ambienti abitativi.

Come già detto, il radon-222 deriva dal decadimento dell'uranio-238. Di conseguenza, c'è da aspettarsi un'alta produzione di radon, se le rocce contengono di per se tanto uranio. Infatti, questo è il caso delle rocce granitiche, come i massicci cristallini, gli gneiss eccetera. Osservando la carta geologica della svizzera, si nota come la parte sud delle alpi sia caratterizzata dall'essere costituita da rocce cristalline (rocce massicce e scistose) mentre al nord delle alpi sono prevalenti le rocce calcaree in generale sedimentarie.

Questo potrebbe spiegare in parte la forte presenza di radon nel Ticino e nei Grigioni. Tuttavia il tipo di roccia è solo uno dei tanti fattori. Importante è anche la permeabilità del suolo e quindi la conformazione dello stesso. Se si tratta di un suolo compatto e poco permeabile, il problema del radon sarà minore, se il terreno è sconnesso e molto poroso, oppure sono assenti coperture isolanti, come per esempio uno strato argilloso, la presenza di radon sarà molto più marcata. Vediamo qualche esempio.

Nella prima casa del primo caso, si ha un terreno compatto, dal quale il radon sfugge difficilmente. Di conseguenza il rischio di radon sarà minore. Nella seconda casa invece il terreno è molto più poroso, di conseguenza l'aria sotterranea si può arricchire di radon, generando cosi un alto rischio di radon. Nel secondo caso, si ha la prima casa costruita su un terreno poroso, ma privo di copertura isolante (come può essere uno strato di argilla), dal quale il radon può sfuggire tranquillamente nell'atmosfera senza accumularsi nella casa. Nella seconda abitazione, invece, il terreno è poroso solo sotto le fondamenta della casa, poi più sopra diventa compatto. Ecco che per il radon l'unica via di fuga è la casa, nella quale si accumula. Nel terzo caso si mostra una situazione nella quale ci sia un terreno che copre, isolando, le rocce sottostanti preservando cosi la casa, mentre il secondo tipo di terreno presenta irregolarità. Il quarto caso mostra ancora due casi di basso e alto pericolo di radon: se la falda freatica è vicino alla superficie, il radon rimane disciolto nell'acqua. Se invece la roccia è sì compatta, ma presenta crepe, anche minuscole, da esse il radon può risalire fin sotto le fondamenta della casa. L'ultimo caso presenta la situazione di una frana: se le rocce sono saldate fra di loro da un determinato materiale, allora il radon non trova passaggi. Se invece i sassi hanno fra di loro spazi vuoti, il radon riesce a fuoriuscire in abbondanza, risalendo verso la superficie e relative vie di fuga (in questo caso la casa, visto che al di fuori di essa c'è una copertura più o meno isolante). In conclusione, si può dire che non si può creare un modello univoco per stabilire se un luogo è ad elevato rischio radon o no: infatti, per ogni sito bisogna quantificare innanzitutto la quantità di radio presente nel suolo, e poi la conformazione geologica e strutturale dello stesso, oltre che alle caratteristiche architettoniche delle case. Infatti, Due case costruite vicine possono avere valori di radon molto differenti.

Le campagne di misurazione del RadonEdit

In Ticino sono in atto campagne di rilevamento della concentrazione di radon negli edifici da molti anni, in conformità all'articolo 115 dell'ordinanza federale sulla radioprotezione del 22 giugno 1994, che recita: 1 “I Cantoni provvedono affinché, sul loro territorio, sia svolto un numero sufficiente di misure.” 2 “Determinano le aree ad elevata concentrazione di radon e adeguano costantemente la situazione sulla base dei dati forniti dalle misure”.

Questi rilevamenti hanno permesso di confermare l'alto grado di esposizione al radon riscontrabile in Ticino.

Nel dicembre 1989 il Consiglio di Stato decise di eseguire una prima campagna di rilevamento delle concentrazioni di radon negli edifici allo scopo di quantificare le dosi medie di irradiamento della popolazione causate dal radon e di determinare le zone in cui le emissioni di tale gas fossero elevate. L’incarico fu assegnato all’allora Sezione energia e protezione dell’aria, in collaborazione con la Sezione sanitaria del Dipartimento delle opere sociali e con l’Istituto geologico e idrologico cantonale. La concentrazione media, riscontrata nei locali abitativi delle oltre 300 abitazioni coinvolte nello studio, risultò essere di 100 Bq/m3, valore leggermente superiore alla media svizzera (allora di 80 Bq/m3), con la maggior parte dei valori compresi tra 5 e 500 Bq/m3. Durante l’inverno 1992/93, per la prima volta in Svizzera, la SueR, in collaborazione col Laboratorio cantonale, ha proceduto alla misurazione della concentrazione di radon delle abitazioni di un intero Comune per cercare, da un lato, di mettere in evidenza le eventuali differenze tra le concentrazioni riscontrabili nei diversi tipi di costruzione presenti in un territorio ristretto e dall’altro, di approfondire le conoscenze di un area che, secondo le misure effettuate in precedenza così come dal punto di vista della conformazione geologica, avrebbe potuto essere considerato “a rischio”. Per la disponibilità riscontrata presso le autorità Comunali, e grazie all’interesse dimostrato dalla popolazione, la scelta cadde sul comune di Cadro, territorio nel quale i presupposti elencati sembravano essere soddisfatti.Un totale di 583 dosimetri passivi tipo Rad-trak e Alpha-trak furono posati in buona parte delle abitazioni per un periodo di tre mesi. Dopo l’analisi dei risultati, tutti i partecipanti furono personalmente informati sia sulla concentrazione riscontrata che sugli eventuali interventi di risanamento possibili. Il valore medio riscontrato risultò essere di 200 Bq/m3. La grande maggioranza delle abitazioni controllate (89.4%) non presentava nessun problema, l’ 8.6% mostrava valori superiori a 400 Bq/m3 e il 2.0% superiori a 1000 Bq/m3. Quest’ultima concentrazione fu in seguito inserita come valore limite nell’Ordinanza federale sulla radioprotezione che a quel tempo era ancora in consultazione. In seguito ai risultati di Cadro, all’entrata in vigore dell’Ordinanza e a riunioni ufficiali con l’UFSP, il


Cantone si attivò immediatamente per approntare la “mappa-radon” del territorio e determinare la presenza di eventuali aree ad elevata concentrazione. Dal 1993 il problema del radon all’interno delle abitazioni era passato all’allora Dipartimento delle opere sociali e al Laboratorio cantonale era stato assegnato il compito di effettuare le misurazioni.La prima grande campagna di misure si svolse nel corso del primo trimestre del 1995: tra gennaio e marzo furono posati 1433 dosimetri in altrettante abitazioni situate nei 247 Comuni del territorio cantonale. Per le misure si utilizzarono dosimetri passivi tipo E-Perm Sper 1 (electret-passive environmental radon monitor system) messi a disposizione dall’UFSP e valutati nel nostro Laboratorio che nel frattempo era stato accreditato ufficialmente quale servizio di misura del radon. Nel mese di novembre 1995 ebbe inizio una seconda campagna con la posa di 2247 dosimetri. I risultati delle misure effettuate fino a quel momento, comprese le due campagne, sono riassunti nella tabella sottostante.


Con il totale delle misure (3972) si allestì, per la prima volta in Svizzera, un catasto provvisorio del radon per il Cantone. Il valore della concentrazione media annua risultò pari a 249 Bq/m3. L’UFSP ha emanato delle raccomandazioni per permettere di ricavare le aree ad elevata concentrazione di radon mediante l’analisi dei risultati delle misure effettuate. Esse sono riassunte nella tabella 3. A seguito delle misure effettuate e delle raccomandazioni emanate dall’UFSP per la eterminazione delle aree ad elevata concentrazione di radon, l’intero territorio cantonale è stato dichiarato, già nell’ottobre 1996 “Area ad elevata concentrazione di radon”, senza distinzione alcuna tra i vari Comuni in quanto la quasi totalità di essi ottemperava alle condizioni esposte in precedenza. A tutt’oggi (luglio 2004) sono state effettuate sull’intero territorio cantonale 6484 misure in altrettante abitazioni con una concentrazione media annua di 223 Bq/m3. La suddivisione riportata nella tabella seguente (tabella 4) conferma il trend delineatosi già a partire dalle prime campagne.

Nel corso dell’inverno 2005-06 sono stati distribuiti ca 8'500 dosimetri, di cui 558 su richiesta e a pagamento da parte di privati; il rimanente nell’ambito della campagna eseguita in collaborazione con la Protezione civile della Regione Lugano Città e gli Uffici tecnici comunali. Con questa campagna il numero totale delle misurazioni radon effettuate in Ticino dal 1992 ammonta a ben 17'860. Un breve schema riassuntivo è presentato di seguito.

Dosimetri distribuiti Totale dosimetri distribuiti Ca 8'500 Totale dosimetri non posati* Ca. 700 Totale dosimetri posati correttamente 7’758 Totale dosimetri non analizzati perché non rientrati o rientrati con considerevole ritardo 698 Totale dosimetri analizzati 7'060 (100%)

Valori radon riscontrati < 400 Bq/m3 6’504 (92.1%) 400-1’000 Bq/m3 (>valore operativo) 403 (5.7%) >1’000 Bq/m3 (>valore limite) 153 (2.2%)

  • trattasi prevalentemente di dosimetri consegnati nelle bucalettere in assenza dei proprietari, che non hanno poi seguito alla

lettera le istruzioni. I risultati emersi confermano quanto riscontrato negli oltre 10 anni di misurazioni: il Cantone Ticino è un’area ad elevata concentrazione di radon, le percentuali di superamento dei valori di legge (ca. 2% per il valore limite e ca. il 6% per il valore operativo) vengono pure sostanzialmente confermate. In collaborazione con l’UFSP e con altri partner cantonali, nel corso dei prossimi anni saranno effettuate ulteriori campagne di misurazione a tappeto su tutto il territorio cantonale. Tutte le abitazioni giudicate idonee, prevalentemente case unifamiliari e unità abitative a stretto contatto con il suolo, verranno toccate dalle campagne. Il piano di avanzamento sul territorio è il seguente: inverno 2006-07: Lugano città* e Bellinzonese inverno 2007-08: Mendrisiotto e Tre Valli inverno 2008-09: Locarnese e Vallemaggia inverno 2009-10: Lugano campagna

  • a Lugano Città verranno concluse le misurazioni nelle zone non completate nella stagione precedente.

CuriositàEdit

I valori limite nei vari paesi e la politicaEdit

Curiosando qua e là nella ricerca di dati, si trova come in ogni paese o raggruppamento di paesi (UE) vigano differenti legislazioni in materia di radon. In Usa, per esempio, il limite imposto è di 200 Bq/m3, in Europa 400 Bq/m3, in Svizzera 1000 Bq/m3. La differenza sta nella politica. Mentre la Svizzera non vuole spendere troppo in risanamenti (questa cosa è stata esplicitata durante le prime riunioni dei comitati sul radon), adottando però una legislazione completa, gli altri paesi si limitano a indicare qual'è la soglia limite, senza però produrre una legislazione adeguata. Un'eccezione tuttavia è la Svezia: là il valore limite è di 200 Bq/m3 e lo stato paga tutti gli interventi di risanamento, annullando in questo modo il suo problema riguardante il radon.

Il problema del radon e delle case iperisolateEdit

Con l'avvento del risparmio energetico, le case sono diventate sempre più impermeabili, perdendo quel loro antico prego, ossia quello di “respirare”. Sono sorte in questo modo malattie e allergie prima rare, diventate di colpo molto frequenti. Il problema sta prorpio nella troppa isolazione delle case: private di ogni spiffero, l'aria non circola più se non aprendo la finestra, e quindi tutto ciò che di nocivo si accumula nell'aria interna alla casa ci resta. Ecco quindi che anche il radon può essere considerato fra i “problemi da casa iperisolata”: infatti nel passato tutto ciò non era sentito poichè il ricambio dell'aria era abbastanza automatico in ogni stagione. Invece con le abitazioni isolate, il radon ha iniziato ad accumularsi senza poter uscire, diventando cosi un serio problema per la salute.

La radonterapiaEdit

Negli anni '60 sono stati condotti degli esperimenti in Germania, che mostravano, in via del tutto empirica, la funzione terapeutica del radon “fresco”: si sosteneva, infatti, che inalando del radon appena formato, si avevano dei benefici a livello del sistema immunitario, che veniva potenziato. La cura a base di radon non era considerata pericolosa perchè si diceva che entro tre giorni dall'inalazione tutto il radon sarebbe completamente fuoriuscito dai polmoni, dimodo chè decadendo non avrebbe lasciato dietro di se prodotti di filiazione radioattivi all'interno dei polmoni.

Alp TransitEdit

Come ogno lavoro condotto al chiuso e sotto terra, anche li si è manifestato il problema del radon: la cosa si è risolta molto semplicemente: le gallerie alp-transit sono infatti ventilate in maniera poderosa, di modo che non ci sia la minima possibilità per il radon di accumularsi nei cunicoli.

La depresurizazione del suoloEdit

Un altro intervento di bonifica è la cosidetta depresurizzazione: si buca il terreno sottostante la cantina, con carotaggi di un metro e mezzo circa, quindi si applica una ventola aspirante collegata con l'esterno, che in questo modo risucchia l'aria presente nel terreno convogliandola all'aperto, dove non crea danni.

ConclusioniEdit

Dopo aver concluso la ricerca, possiamo dire di avere qualche nozione in più sul radon. Tuttavia non nella misura che ci saremmo aspettati. Infatti il materiale sul problema del radon è di difficile reperibilità, essendo il fenomeno relativamente nuovo. Come conclusione, si può evidenziare alcuni aspetti che sono emersi durante il lavoro: Il problema del radon, apparentemente complesso, si riduce a nozione di geologia, edilizia e biologia/medicina. D’altra parte sarebbe tutt’altra cosa studiare a fondo la problematica, ma allora bisognerebbe scegliere un campo specifico, ad esempio gli elementi radioattivi nelle rocce metamorfiche oppure l’effetto delle radiazioni dei prodotti di filiazione del Rn sulle cellule bronchiali. Il nostro approfondimento è stato quindi relativamente superficiale, appunto perché il problema in se non è molto articolato, e oltretutto è molto difficile reperire materiale immediato ed esauriente. Basti pensare che gli unici approfondimenti di tipo geologico li abbiamo trovati in lingua tedesca (vedi bibliografia – Christian Böhm). A lavoro concluso, però, possiamo affermare che riteniamo le conoscenze acquisite sufficienti, in quanto appaganti il nostro senso di curiosità.

Alessio A. Lorenzo P. Nader S. Lorenzo V.

testi di VisaniEdit

Introduzione personaleEdit

Questo tema mi è parso particolarmente interessante, poiché questo elemento è molto presente nel nostro cantone, ma ignoravo cosa fosse, dove si trovasse e quali fossero le conseguenze sull’uomo e sull’ambiente.

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